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Radiografie dentali: vantaggi e controindicazioni

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La radiografia è uno strumento diagnostico prezioso in molti ambiti, compresa l’odontoiatria. Nonostante le tecniche radiografiche si siano evolute moltissimo negli ultimi anni, grazie all’avvento del digitale, i raggi X sono ovviamente ancora utilizzati durante l’esame, il che spesso scatena dubbi e timori in chi deve sottoporvisi. Fortunatamente, soprattutto quando si tratta di una radiografia dentale, l’assorbimento di radiazioni è minimo, mentre le informazioni che è possibile ricavare da questo tipo di indagine sono invece molto importanti.

 

 

 

Le radiografie dentali intra-orali ed extra-orali

La radiografia prescritta dal dentista può essere tipo intra-orale o extra-orale. La radiografia intra-orale, o endorale, consente di ottenere l’immagine di uno o più denti, grazie a un sensore che viene posto direttamente in bocca. Grazie a questo esame è possibile scoprire la presenza di carie, parodontite, fratture, cisti, ascessi, granulomi e denti “intrappolati” nella gengiva. Fornisce inoltre informazioni sullo stato del canale radicolare. La radiografia extra-orale più famosa è la “panoramica”, che è fondamentale per valutare la situazione del cavo orale nel suo complesso, prima di procedere con un impianto o con l’utilizzo di un apparecchio ortodontico fisso o mobile.

 

 

 

Quante radiazioni?

La quantità di radiazioni assorbita dipende dal tipo di esame, ma generalmente per le radiografie dentali si aggira intorno agli 0,005 millisievert. Si tratta di una quantità minima di radiazioni, considerato che in un anno entriamo in contatto con circa 3 millisievert di raggi X naturali, cioè presenti nella terra, nell’aria e nell’acqua. Questo non significa tuttavia che una radiografia possa essere considerata un esame di routine, da ripetere ogni 6 mesi insieme al controllo carie.

Andrebbero invece eseguite dopo una valutazione della storia clinica del singolo paziente, soprattutto se si tratta di un bambino. Se sei incinta, probabilmente ti verrà consigliato di rimandare l’esame a raggi X fino a dopo la nascita del bambino, a meno che non sia necessario per un intervento urgente. In quel caso, durante la radiografia dovrai indossare un apposito grembiule piombato sulla pancia. Il collare di piombo a protezione della tiroide è invece raccomandato per tutti.

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